Prevenzione ginecologica

  Cervice uterina
ed endometrio
Colon-retto Mammella Polmone Prostata Pelle
 

 

Per gentile concessione della Sezione LILT Napoli

La cervice uterina e l'endometrio - Che cos'è:

L'utero è l'unico organo con una patologia neoplastica completamente diversa nelle sue due componenti, il collo (cervice) ed il corpo (endometrio).

Il cancro del corpo insorge dalle cellule della mucosa endometriale che riveste la cavità del corpo dell'utero. Nell'ultimo decennio vi è stato un incremento nell'incidenza di questo tumore. Nel mondo vi sono 150.000 nuovi casi/anno che concorrono a far in modo che questo tumore sia il secondo tumore della sfera genitale femminile dopo il tumore della mammella. Nel mondo, le regioni più colpite sono i Paesi del Nord America ed alcuni Europei (Germania, Svizzera, Regno Unito) mentre i Paesi in via di sviluppo ed il Giappone presentano un'incidenza 5 volte inferiore. In Italia vi è un'incidenza di circa 4.000 nuovi casi/anno. Malgrado queste cifre, è considerata una patologia relativamente ben curabile, in particolare quando la diagnosi è effettuata al I stadio.

Il cancro della cervice origina nei tessuti della cervice. Evolve di solito lentamente nel tempo, e prima che si rilevi la presenza di cellule tumorali, i tessuti della cervice si modificano e evidenziano la presenza di cellule anomale (displasia). Queste cellule continuano a modificarsi, evolvendo in cellule tumorali, che si diffondono negli strati più profondi della cervice invadendo anche le strutture circostanti.

Anche se il cancro del collo negli ultimi 20 anni, grazie sopratutto al Pap-Test, è andato regredendo e continua a regredire, entrambi tumori dell'utero (collo e corpo) sono tuttora frequenti. Secondo i dati statistici mondiali una donna su 77 (1,3%) si ammala di cancro del collo e 1 su 32 (3,1%) si ammala di cancro del corpo.



Fattori di rischio:
I fattori che aumentano il rischio di sviluppare il carcinoma della cervice uterina (collo) sono:

• Aver oltre i 25 anni (ma può colpire anche soggetti più giovani, sopratutto se sono sessualmente attive). Comunque, è più frequente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 50 anni, con 3.500 nuovi casi l'anno.
• Attività sessuale precoce
• Molti partners
• Scarsa igiene (visto più tra i soggetti di umile condizione socio-economica)
• Infezioni
• HPV (Papilloma virus e principale fattore di rischio.).

I fattori che aumentano il rischio di sviluppare il carcinoma del corpo dell'utero (endometrio) sono:
• Avere età menopausale (oltre i 45-50 anni)
• Menopausa tardiva e/o menarca precoce
• Uso di estrogeni (non contro-bilanciata dai progestinici) in rapporto con la menopausa
• La nulliparità (non avere mai avuto gravidanze) o l'infertilità (che hanno in comune la maggiore esposizione agli estrogeni circolanti)
• Diete ricche di grassi animali
• Obesità (aumentata produzione di ormoni femminili estrogeni)
• Essere diabetiche, ipertese, specie in donne in cura con estrogeni e/o sono affette da iperplasia adenomatosa dell'endometrio
• Condizioni socio-economiche elevate
• Colecistopatie
• Essere affette da tumore della mammella e sottoposte a trattamento con tamoxifene, un farmaco di sintesi che deve contrastare gli effetti dell'ormone estrogeno. Le pazienti che assumono questo farmaco dovrebbero sottoporsi ad esame pelvico di routine (una volta all'anno) e segnalare al più presto al medico curante qualunque episodio di sanguinamento vaginale (che non sia la mestruazione).

Prevenzione:
Oggi è possibile prevenire anche il tumore della cervice uterina.
Infatti, l’associazione del cancro della cervice uterina con l’infezione da HPV (papillomavirus umani) ha favorito lo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche e di vaccini per la prevenzione.
Il cancro del collo dell’utero rappresenta la seconda causa di morte nella popolazione femminile, dopo il tumore al seno. E' ormai assodato che nel 99,7% dei casi ha origine virale; recenti studi, infatti, hanno dimostrato che il DNA del papillomavirus umano (Hpv) è presente in tutti i carcinomi del collo dell’utero e nelle lesioni che lo precedono. Ecco perché l’interesse di molti ricercatori si è spinto verso la messa a punto di vaccini contro l’Hpv. Se preso in tempo, infatti, le probabilità di sopravvivenza sono alte e si potrebbe arrivare a una riduzione della mortalità complessiva per il tumore del 5-10%. 
Il vaccino profilattico rappresenta una grande possibilità per il controllo futuro del carcinoma della cervice, anche se la sua efficacia è ristretta solo ai due tipi di HPV 16 e 18, che comunque coprono il 70% dei tumori. il vaccino sarà registrato ed entrerà in commercio nel 2007.
Ma questi nuovi vaccini purtroppo funzionano solo prima che si sia contratta l' infezione, e quindi, per fare una profilassi estesa, devono essere somministrati prima dell'adolescenza, per impedire ogni possibile infezione.
Il vaccino (3 iniezioni ripetute a distanza di 2 mesi) è solo preventivo e và somministrato alle donne giovani (11-20 anni) o che comunque non sono portatrici del virus HPV.
Inoltre poiché il vaccino non protegge da tutti i tipi di virus, è importante che anche le donne che si vaccineranno non dovranno sottrarsi agli abituali screening con pap-test, consigliati oggi con cadenza almeno biennale.

I segni:

È importante riferirsi prontamente al medico curante quando si nota:

Cancro del Collo dell'Utero (Cervice)

Questo cancro è usualmente asintomatico, ma sono stati notati i seguenti sintomi: 

• Perdita di sangue dopo un rapporto sessuale
• Perdite di sangue tra un ciclo e l'altro o in menopausa
• Perdite vaginali.


Cancro del Corpo dell'Utero (Endometrio)

Questo cancro, invece, raramente è asintomatico:

• Presenza di sanguinamenti o secrezioni abnormi dalla vagina.
• Leucoxantorrea: perdite vaginali giallastre maleodoranti.
• Una metrorragia in menopausa.
• Difficoltà o dolore alla minzione
• Coito doloroso
• Dolore localizzato alla regione pelvica.

Diagnosi precoce:

Cancro del Collo dell'Utero (Cervice)

Vaccino profilattico contro HPV (Papilloma Virus) da somministrarsi prima dell'adolescenza (11-20 anni) e prima dell'inizio dell'attività sessuale. Il vaccinio entrerà in commercio nel 2007 
Un Pap-test all'inizio dell'attività sessuale e comunque dopo i 25 anni. Dopo la prima volta va ripetuto una volta all'anno per 3 anni consecutivi e, successivamente, se i Pap-test risultano negativi, ogni 2 o 3 anni.
• Le donne tra i 20 e 40 anni devono sottoporsi a visita ginecologica ogni 3 anni e quelle dopo i 40 anni una volta all'anno
• Igiene personale accurata
• Cura dell'igiene sessuale.


Cancro del Corpo dell'Utero (Endometrio)
• Una consapevolezza dei alcuni cambiamenti abnormi in quella regione del corpo
• Tutte le donne in menopausa si sottopongano a visita ginecologica periodicamente (viene anche suggerito un Pap-test periodicamente anche se questo tipo di cancro, sviluppandosi all'interno dell'utero, usualmente non è rilevato da questo test).


I TEST INDISPENSABILI
L’introduzione del Pap test ha drasticamente ridotto la mortalità per tumore del collo dell'utero. La raccomandazione del Codice Europeo conferma la necessità di sottoporre a screening per il tumore della cervice la popolazione femminile con l'esecuzione anche del pap test all'interno di programmi di screening organizzati. Nello specifico viene sottolineato che lo screening cervicale non è il Pap test ma un sistema organizzato complesso, composto da più elementi, che si basa sull'esecuzione del test, ma non si limita solo a questo. In questa logica si raccomanda che il sistema di screening basato sul Pap test venga sottoposto ad adeguati controlli di qualità: spesso infatti l'esame cervicale viene effettuato spontaneamente, prelevato dal ginecologo e analizzato in laboratori non certificati al di fuori di una raccolta dati più globale.

L’inizio dello screening è raccomandato dall'età di 25 anni, il termine dopo i 60 anni. 

Un'importante sezione del Codice Europeo sullo screening per il tumore della cervice uterina è dedicata al virus del Papilloma umano (HPV): viene ribadito il ruolo causale del virus nella genesi del tumore in quanto più del 90% dei carcinomi cervicali e del'80% delle lesioni precancerose è legato all'HPV e quindi viene sottolineato il potenziale ruolo del test per il virus nei sistemi di screening. In particolare si fa riferimento ad una recente esperienza di screening che, pur utilizzando un test per solo 4 dei 18 tipi virali responsabili del tumore, ha comunque dimostrato la superiorità della combinazione dei due test (Pap test e HPV-DNA test) rispetto al solo Pap test. L’introduzione del test molecolare per il DNA del papillomavirus, approvato di recente in associazione al Pap test anche dalla FDA americana, è attualmente oggetto di studio e rappresenta una priorità di ricerca per le concrete prospettive di utilizzo in un prossimo futuro nei programmi di sreening, sia in associazione al tradizionale Pap test, sia come test primario. Viene infine rimarcato il limite dell'HPV DNA test nelle donne tra i 25 ed i 30 anni di età per la frequente positività al virus in assenza di lesioni evolutive.

Dal dottore:
Cancro del Collo dell'Utero (Cervice)


Dopo una diagnosi del cancro del collo dell'utero (cervice), molte sono le domande che ogni donna si pone. Quelle chieste frequentemente:

• Quali sono le opzioni di trattamento, come si pratica, e quali sono i rischi ed i possibili effetti collaterali?
• Quale trattamento mi raccomanderebbe?
• Qual è lo stadio della mia malattia e le opzioni terapeutiche di ogni stadio?
• Qual è la prognosi (le prospettive future) per questa malattia?

Ci esistono 4 opzioni terapeutiche standard:

  • Chirurgia
  • Radioterapia
  • Chemioterapia
  • La Terapia Immunitaria

    Chirurgia

    Che cos'è?
    Il metodo usato molto spesso, è una terapia locale (cioè l'area trattata é solo quella interessata dalla neoplasia) che rimuove porzioni di tessuto con caratteri di anormalità all'interno o in prossimità della cervice, usando uno dei seguenti tipi di intervento:
    • criochirurgia: sfrutta l'azione necrotizzante di temperature molto basse per distruggere le cellule tumorali;
    • laserchirurgia: sfrutta l'azione necrotizzante di un fascio stretto di luce intensa per distruggere le cellule tumorali;
    • conizzazione: consiste nell'asportazione della porzione di cervice dove è localizzato il tumore, intagliata a forma di cono. La conizzazione può essere utilizzata per il prelievo di un campione per la biopsia, ma anche per il trattamento di forme tumorali in stadio iniziale;
    • escissione elettrochirurgica (LEEP): tramite un apposito strumento che agisce come di bisturi si applica una serie di scosse elettriche che bruciano il tumore;
    • laserchirurgia: tecnica che utilizza il raggio laser come un bisturi;
    • isterectomia: consiste nell'asportazione dell'utero e della cervice insieme al tumore. Può essere eseguita per via transvaginale, ossia con accesso attraverso la vagina, o per via addominale, con incisione della parete addominale. In questo caso si parla di isterectomia totale addominale. Nel caso in cui il chirurgo asporti nella stessa sede anche ovaie e salpingi (o tube), l'intervento si chiama salpingo-ovariectomia bilaterale;
    • isterectomia radicale: consiste nell'asportazione totale della cervice, dell'utero e di parte della vagina con dissezione linfonodale, ossia asportazione dei linfonodi (piccole strutture del sistema linfatico, a forma di fagiolo, presenti in tutto il corpo, che producono e conservano le cellule che combattono le infezioni);
    • eviscerazione: è un intervento che si esegue quando il tumore si è diffuso oltre la cervice e oltre l'apparato genitale, e che, a seconda dell'organo compromesso, consiste nell'asportazione della porzione inferiore del colon, retto o vescica, oltre a quella di cervice, utero e vagina. Il ricorso all'eviscerazione è, tuttavia, limitato a casi molto rari. Dopo questo intervento così demolitivo potrebbe essere necessario procedere a chirurgia plastica per la ricostruzione della vagina.

    Gli effetti collaterali
    La chirurgia potrebbe causare crampi o dolore, perdite ematiche o acquose. La chirurgia non ha alcuna influenza sul desiderio e non impedisce rapporti sessuali regolari. Per alcuni giorni dopo un'isterectomia, la paziente potrebbe soffrire di dolori al basso addome, controllabili con appositi farmaci. È possibile che provi anche difficoltà a svuotare la vescica, inconveniente rimediabile con l'inserimento di un catetere urinario. Anche la motilità intestinale potrebbe risultare difficoltosa nei giorni successivi all'operazione. Per questo motivo, la paziente, per favorire il processo di guarigione, dovrà limitare le attività fisiche, compresa quella sessuale, che sarà in grado di riprendere dopo 4-8 settimane.


    Radioterapia

    Che cos'è?
    E’ una terapia locale che consiste nell'applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche, ridurre le dimensioni del tumore e impedirne la proliferazione. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna all'organismo (radioterapia esterna) oppure la sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere immessa direttamente nella lesione per mezzo di tubicini di plastica (radioterapia interna o intracavitaria).

    Come si pratica
    La radioterapia esterna: la paziente deve recarsi in ospedale 5 giorni alla settimana per 5 o 6 settimane. Al termine di questo periodo, il sito tumorale viene "bombardato" con una dose supplementare di radiazioni.

    La radioterapia interna: l'impianto,posizionato all’interno dell’organo, dirige le radiazioni verso il tumore risparmiando i tessuti sani che lo circondano. Viene di solito lasciato in sede per 1-3 giorni e il trattamento può essere ripetuto diverse volte nell'arco di 1-2 settimane, periodo durante il quale la paziente viene ricoverata in ospedale.

    Gli effetti collaterali
    La radioterapia potrebbe causare la spossatezza, specialmente durante le ultime settimane di trattamento. Potrebbe anche provocare il restringimento della vagina, rendendola meno flessibile e, normalmente, i medici consigliano di astenersi dai rapporti sessuali durante il periodo in cui si riceve la radioterapia o quando l'impianto è in sede. Tuttavia, in molti casi l'attività sessuale può essere ripresa alcune settimane dopo la fine del trattamento. La paziente potrebbe infine anche essere affetta da disturbi quali diarrea e minzioni frequenti e fastidiose. Il medico può dare suggerimenti o prescrivere medicinali per eliminarli.

    La radioterapia esterna potrebbe portare ad alopecia nell'area trattata. Comunemente le radiazioni provocano arrossamenti della pelle e la rendono secca, sensibile e pruriginosa. La zona sottoposta a radiazioni potrebbe scurirsi assumendo un aspetto "abbronzato". Tale area dovrebbe essere esposta all'aria il più possibile ma anche protetta dai raggi solari. È consigliabile non indossare abiti in stoffa ruvida per evitare sfregamenti. In questo periodo è estremamente importante mantenere pulita la cute e non fare uso di creme o lozioni prima di consultarsi con un medico.


    Chemioterapia

    Che cos'è
    È la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci antiblastici, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. Poichè è un trattamento sistemico (il farmaco entra nella circolazione sanguigna e si diffonde nell'organismo; in questo modo, può raggiungere e distruggere le cellule tumorali al di fuori della cervice), la chemioterapia viene somministrata molto spesso quando il carcinoma cervicale si è diffuso ad altri organi.

    Come si pratica
    È somministrata in cicli: a un periodo di trattamento segue un periodo di riposo, poi un altro di trattamento e così via. Molte donne ricevono la chemioterapia in un ambulatorio ospedaliero, altre presso lo studio del proprio medico, o a casa. Tuttavia, a seconda del tipo di medicinale impiegato e delle condizioni di salute della paziente, il ricovero in ospedale si rende talvolta necessario.

    Gli effetti collaterali
    Dipendono principalmente dai farmaci somministrati e dalle dosi ricevute dalla paziente. In genere, i farmaci antiblastici colpiscono le cellule che si dividono rapidamente, come:
    • le cellule ematiche, che aiutano l'organismo a combattere le infezioni, favoriscono la coagulazione del sangue e trasportano l'ossigeno a tutti gli organi
    • le cellule che compongono le radici dei capelli
    • le cellule che rivestono l'apparato digerente.


    La Terapia Immunitaria

    Che cos'è
    È un tipo di trattamento mirante a stimolare o ripristinare la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie. Può essere utilizzata per trattare il cancro che si è diffuso dalla cervice ad altri organi.

    Come si pratica
    L'Interferone è la sostanza più comunemente usata per la cura del cancro e può essere somministrato in combinazione con la chemioterapia. Per la maggior parte delle pazienti che ricevono l'Interferone non è necessario il ricovero.

    Gli effetti collaterali
    La terapia biologica potrebbe provocare sintomi simili a quelli dell'influenza, come brividi, febbre, dolori muscolari, debolezza, perdita dell'appetito, nausea, vomito e diarrea. Talvolta potranno comparire eruzioni cutanee e il paziente sarà maggiormente soggetto a lividi o emorragie. Questi problemi possono essere gravi, ma scompariranno gradualmente dopo la fine del trattamento.



    Tutte le pazienti portatrici di cancro della cervice possono essere sottoposte a trattamento. La scelta del trattamento e le probabilità di guarigione (prognosi) dipendono dalla localizzazione, dalle dimensioni e sopratutto dallo stadio (se è circoscritto alla cervice o se si è diffuso ad altri organi) del tumore, nonché da altri fattori (l'età della paziente, le sue condizioni generali di salute, il suo desiderio d'avere figli). Il trattamento di un tumore della cervice in gravidanza può essere posticipato in funzione dello stadio della malattia e del mese di gravidanza.



    Il Cancro del Corpo dell'Utero (Endometrio)

    Dopo una diagnosi del cancro del corpo dell'utero (endometrio), molte sono le domande che ogni donna si pone. Quelle chieste frequentemente:
    • Quali sono le opzioni di trattamento?
    • Quale trattamento mi suggerirebbe?
    • Qual è lo stadio della mia malattia?
    • Qual è la prognosi (le prospettive future) per questa malattia?

    Ci esistono 4 opzioni terapeutiche standard:

    Chirurgia
    È il trattamento più comune e risolutivo per questa forma di neoplasia. Il chirurgo potrà scegliere tra i seguenti tipi di intervento:
    isterectomia e annessiectomia (detta anche salpingo-ovariectomia) bilaterale: è l'intervento tramite il quale il chirurgo rimuove l'utero, le salpingi (o tube di Falloppio) e le ovaie praticando l'incisione nell'addome. Per verificare lo stato dei linfonodi, il chirurgo potrà procedere nella stessa sede a dissezione linfonodale rimovendo i linfonodi pelvici;
    colpoisterectomia: è l'intervento tramite il quale il chirurgo rimuove l'utero, le salpingi (o tube di Falloppio) e le ovaie per via vaginale. Viene eseguita in pazienti di età avanzata, obese, con patologie associate che hanno un aumentato rischio operatorio.
    isterectomia radicale: è l'intervento tramite il quale il chirurgo rimuove la cervice, l'utero, le salpingi, le ovaie e anche una porzione di vagina, se necessario, con dissezione linfonodale (v. s.).
    Anche se il chirurgo rimuove tutto il tumore visibile ad occhio nudo all'epoca dell'intervento, in alcuni casi l'oncologo potrà ritenere opportuno sottoporre la paziente a radioterapia o ormonoterapia postoperatoria allo scopo di distruggere eventuali cellule tumorali residue. Questa modalità di terapia si definisce adiuvante.

    Chemioterapia
    È la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell'organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse a distanza.

    Radioterapia
    Consiste nell'applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna all'organismo (radioterapia esterna) oppure la sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere immessa direttamente nella lesione per mezzo di tubicini di plastica (radioterapia interna o intracavitaria). Il carcinoma endometriale può essere trattato con radioterapia esterna e interna. La radioterapia può essere attuata da sola o in combinazione con chirurgia o chemioterapia oppure con entrambe.

    Ormonoterapia
    Consiste nella somministrazione di ormoni per bloccare la crescita delle cellule tumorali. Gli ormoni sono sostanze organiche prodotte da apposite ghiandole, che entrano nel circolo ematico. Gli estrogeni e i progestinici sono ormoni che possono in qualche modo influire sulla crescita di alcune cellule tumorali. Se gli accertamenti eseguiti dimostrano che le cellule tumorali hanno recettori per l'estrogeno e il progestinico (molecole presenti in alcune cellule tumorali che inducono una reazione da parte dell'estrogeno o del progestinico), l'ormonoterapia ha lo scopo di bloccare l'azione di questi ormoni, inibendo in tal modo anche la crescita delle cellule tumorali. Questo risultato si può ottenere farmacologicamente, con la somministrazione di alcuni preparati, oppure chirurgicamente, asportando gli organi che secernono gli ormoni, come le ovaie.

    Si può anche considerare l’eventualità di provare i trattamenti in fase di sperimentazione in studi clinici. Uno studio clinico è una ricerca, che ha come scopo quello di migliorare i trattamenti attualmente applicati o di ottenere informazioni su modi più efficaci di trattamento dei pazienti oncologici. Se gli studi clinici dimostrano che un nuovo trattamento è migliore dei trattamenti attualmente impiegati come trattamento standard, il nuovo trattamento potrà diventare il trattamento standard.