Prostata

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Per gentile concessione della Sezione LILT Napoli

Che cos'è:
Il Cancro della Prostata è un tumore maligno che colpisce l'uomo dopo i 50 anni, o anche prima, quando esiste una familiarità per questa malattia. 

L'incidenza della malattia aumenta progressivamente con l'età ed i dati delle autopsie rivelano che dopo i 50 anni 1 uomo su 4 è portatore di Cancro Prostatico.

E bene chiarire però che si parla di microfocolai di carcinoma; di dimensioni millimetriche, che potranno restare silenti, allo stato latente, senza manifestarsi clinicamente, anche per tutta la vita di questi soggetti, che non si accorgeranno di essere portatori di Cancro alla Prostata.

In Italia vengono diagnosticati annualmente circa 19.000 nuovi casi di Carcinoma Prostatico con circa 4.000 decessi all'anno, che rappresenta così la 4° causa di morte nell'ambito della mortalità globale da neoplasie.

Negli uomini fra 55 e 75 anni il Cancro della Prostata rappresenta la 3° causa di morte e negli individui sopra i 75 anni passa al 1° posto come causa di morte. 

Le cause del Carcinoma Prostatico sono sconosciute, anche se le moderne ricerche sottolineano l'importanza di fattori genetici, ambientali, alimentari e forse ormonali.

I segni:
Il Cancro della Prostata si manifesta in maniera quanto mai variabile. Talvolta viene scoperto casualmente nel corso di una esplorazione rettale di routine o per alterazioni del PSA (Antigene Prostatico Specifico) eseguito in soggetti che non hanno alcun disturbo urinario.
Altre volte si può manifestare con vari sintomi tra cui:
 NICTURIA (urinazione notturna) 
 POLLACHIURIA, (urinazione frequente) 
 RIDUZIONE DELLA FORZA DEL MITTO 
 INCEPPO INIZIALE O MINZIONE STENTATA
 URGENZA (bisogno impellente di mingere appena iniziato lo stimolo)
 SGOCCIOLAMENTO POST-MINZIONALE 
 EMATURIA (presenza di sangue nelle urine) 
 EMOSPERMIA (presenza di sangue nello sperma)
 DOLORE AL PERINEO (zona compresa tra ano e scroto, nell'uomo)

Questi sintomi possono manifestarsi tutti insieme, singolarmente o variamente combinati.

D'altra parte essi sono comuni ad altre malattie che colpiscono la Prostata come:
 L'Ipertrofia Prostatica Benigna (aumento di volume benigno di una parte della Prostata, facilmente curabile con terapia medica o con chirurgia endoscopica o a cielo aperto). 
 Le Prostatiti (infiammazioni acute o croniche della Prosta¬ta, di origine diversa, curabili per lo più con terapia medica). 
 Patalogie varie delle Vescichette Seminali (organi annessi in cui si accumula il liquido seminale) curabili con terapia medica.

Più che allarmare, pertanto, e far pensare subito al Cancro, questi sintomi dovrebbero spingere il paziente a recarsi immediatamente dal Medico per poter inquadrare con certezza la loro causa.

Altre volte e non molto raramente, purtroppo, il Cancro della Prostata può manifestarsi con sintomi di malattia ormai avanzata come dolori ossei ribelli, localizzati specie alla regione dorso-lombare, o con sciatalgie persistenti, espressione di localizzazioni secondarie scheletriche oppure con segni di metastasi polmonari od epatiche, ormai espressione di stati terminali della malattia non diagnosticata

Diagnosi precoce:
La Prostata, per la sua posizione anatomica, è palpabile soltanto mediante L'ESPLORAZIONE DIGITO-RETTALE (D.R.E.) che è il mezzo diagnostico di primaria importanza, che permette di rilevare preziose informazioni sullo stato della ghiandola.

L'ECOGRAFIA PROSTATICA TRANS-RETTALE (TRUS) ha un ruolo di notevole importanza perché permette di rilevare aree "ipoecogene" sospette non evidenziabili all'esplorazione rettale.

IL DOSAGGIO DEL PSA (Antigene Prostatico Specifico) è un esame che permette di diagnosticare anche casi clinicamente silenti o in fase molto precoce.

Il PSA è una proteina prodotta dall'epitelio prostatico e dall'epitelio che circonda le ghiandole periuretrali. In bassissima concentrazione è stato riscontrato anche nell'utero (endometrio), nella mammella normale e nel tumore mammario, nel latte umano, nel siero delle donne, nei tumori del rene e del surrene. Tuttavia viene considerato organo - specifico per la Prostata.

Essendo prodotto dalle cellule della Prostata, un suo aumento è presente in diverse patologie prostatiche sia benigne (Ipertrofia Prostatica - Prostatite) che maligne (Cancro della Prostata). Va subito detto, però, che l'incremento dei livelli sierici del PSA per grammo di tessuto è almeno 10 volte più alto nel Cancro della Prostata rispetto all'Ipertrofia Prostatica Benigna.

Esistono 2 frazioni di PSA in circolo: una legata in massima parte alla alfa antichimotripsina ed in minima parte alla alfa2 macroglobulina, l'altra frazione è libera. Insieme costituiscono il PSA totale. Poiché si è visto che il Cancro Prostatico produce una quota maggiore di PSA legato, mentre il PSA libero è presente in percentuale maggiore nella Ipertrofia Prostatica Benigna, il rapporto PSA libero/PSA totale dà un orientamento più specifico per differenziare la Ipertrofia Prostatica Benigna dal Cancro della Prostata. Più alto è il rapporto PSA libero/PSA totale, "più probabilmente" si tratta di una Ipertrofia Prostatica Benigna.

Ma solo la valutazione combinata dell'esplorazione rettale, dell'ecografia prostatica trans-rettale e' del PSA, nelle sue frazioni, può farci fare una diagnosi di Ipertrofia Prostatica Benigna o di Cancro della Prostata.

L'Esplorazione Rettale (DRE) ha una sensibilità dell'80% ed una specificità del 50%.

Il PSA ha una sensibilità dell'84% ed una specificità del 65%, L'Ecografia Prostatica Trans-rettale (TRUS) ha una sensibilità del 96% ed una specificità dei 65%.

Come si vede, questi 3 esami insieme permettono di arrivare ad una diagnosi corretta in oltre il 90% dei casi. 

La Biopsia prostatica permette di ottenere la diagnosi istologica con il grado di malignità, mentre altri esami come la TAC, la RM e la Scintigrafia ossea consentono una stadiazione preoperatoria della malattia.

Dal dottore:
La terapia del Cancro della Prostata è chirurgica negli stadi iniziali della malattia, quando cioè il tumore è ancora localizzato soltanto all'organo. L'intervento radicale consiste nell'asportazione completa di tutta la Prostata e delle vescichette seminali.

Attualmente questo procedimento chirurgico è a basso rischio e può essere eseguito con una tecnica che permette di preservare la continenza urinaria nella quasi totalità dei casi e di conservare la potenza sessuale in un'altissima percentuale dei casi, con un'ottima qualità di vita postoperatoria e con guarigione quasi completa. 

Purtroppo non tutti i casi che vengono all'osservazione clinica sono negli stadi iniziali. Molto spesso si presentano pazienti che hanno ormai una malattia in uno stadio avanzato, con diffusione del tumore agli organi circostanti o con metastasi regionali o a distanza.

In questi casi la terapia chirurgica non è più attuabile per cui bisogna ripiegare sulla terapia ormonale, che se permette di mantenere una sopravvivenza anche molto lunga, purtroppo non garantisce la guarigione della malattia.

E imperativo per gli uomini dopo i 50 anni sottoporsi annualmente ad una visita specialistica per il controllo della Prostata.